toxoplasmosi in gravidanza sintomi

La toxoplasmosi in gravidanza

Storia di una gravidanza e di un gatto

Toxoplasmosi in gravidanza

Tutti abbiamo sentito parlare della pericolosità della Toxoplasmosi in gravidanza, molti sapranno anche che può essere trasmessa dal gatto.

Ma è proprio necessario liberarsi dei nostri amici felini? Assolutamente no!

Basta solo seguire qualche piccolo accorgimento. Vediamo quali.

Capiamo innanzitutto cos’è questa malattia.

 

Cosa è la toxoplasmosi?

La toxoplasmosi è una malattia provocata da un parassita, il toxoplasma, in cui il contagio avviene principalmente attraverso l’ingestione di carni crude o cotte infette, frutta o verdura contaminate da feci di gatto, oppure portando alla bocca o toccandosi gli occhi con le mani sporche dopo aver manipolato terriccio, feci di gatto, carne cruda, vegetali.

E’ una malattia abbastanza comune, non grave, infatti nella maggior parte dei casi non produce alcun disagio e chi ne è affetto non si accorge di averla contratta.

In alcuni si può manifestare con sintomi simili a quelli dell’influenza: febbre che persiste da alcuni giorni fino a qualche settimana, dolori muscolari ed ingrossamento dei linfonodi.

 

Toxoplasmosi in gravidanza

La toxoplasmosi può costituire un problema serio se viene contratta per la prima volta durante la gravidanza. Esiste il rischio di trasmissione dalla madre al bambino attraverso la placenta.

Se invece la madre ha già contratto la malattia, la possibilità di una nuova infezione è molto basso.

I rischi per il bambino

Il rischio che il parassita si trasmetta dalla madre al bambino varia a seconda del momento in cui la madre si ammala: in generale aumenta man mano che la gravidanza si avvicina al termine.

All’inizio della gravidanza, la possibilità che avvenga il contagio nel bambino è bassa; se avvenisse, lo sviluppo dell’infezione può portare danni gravi al bambino fino all’aborto spontaneo.

Nel terzo trimestre di gravidanza, il contagio avviene con più facilità ma si abbassa la probabilità che questo possa provocare danni gravi al bambino.

Toxoplasmosi in gravidanza

Cosa fare in gravidanza

Innanzitutto sapere se l’infezione è già stata contratta.

Per farlo basta eseguire un prelievo di sangue. Si verificherà l’esistenza di anticorpi che indichino l’avvenuta infezione.

Se il test è negativo, significa che la madre non ha mai contratto la malattia e perciò bisogna, durante la gravidanza, adottare degli accorgimenti che vedremo tra poco. Inoltre la ricerca degli anticorpi verrà ripetuta ogni mese e mezzo circa.

Se il test è positivo, potrebbe significare che l’infezione è in corso oppure che la malattia è già stata contratta e perciò si è protette dagli anticorpi.

Per evitare il contagio si possono seguire dei semplici accorgimenti:

Fare attenzione all’alimentazione durante la gravidanza

  • Mangiare carne ben cotta; evitare salumi e insaccati, dopo aver manipolato la carne cruda, evita il contatto con gli occhi e/o la bocca e lavati accuratamente le mani.
  • Lavare bene le stoviglie e i piatti che sono stati a contatto con la carne cruda, insaccati e salumi.
  • Gli insaccati e i salumi possono essere consumati dopo essere stati congelati ad una temperatura inferiore ai – 12,5° C. Una volta scongelati li puoi usare per farcire la pizza per esempio. Scegli un buon prosciutto e le proprietà organolettiche non varieranno dopo il congelamento.

La convivenza con un gatto

  • Delega la pulizia della lettiera a qualcun’altro oppure eseguila indossando i guanti e lava le mani dopo evitando il contatto con occhi e bocca;
  • Accarezzalo fin che vuoi ma dopo lava accuratamente le mani.

In giardino

  • Tocca il terriccio indossando i guanti; alla fine dei lavori lava accuratamente le mani.

Che cosa fare quando si scopre di avere contratto la toxoplasmosi in gravidanza?

E’ importante parlarne con la propria ostetrica o ginecologo per avere informazioni sugli accertamenti e sulla terapia da seguire, che dipendono dal momento della gravidanza in cui è stata contratta la malattia.

In generale, infatti, non esiste un unico esame che permetta di conoscere con certezza le condizioni di salute del feto e in ogni caso sospetto è necessario eseguire accertamenti diagnostici.

Generalmente, nei casi in cui c’è anche solo il sospetto di una infezione materna in atto, il ginecologo propone una terapia antibiotica, che proseguirà fino al termine della gravidanza se l’infezione sarà confermata da esami successivi.

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