scegliere dove partorire

La scelta del luogo del parto – Seconda Parte

Non scegliete dove partorire solamente in base alla distanza da casa ma soprattutto in base alla qualità dell’ospedale.

 

Nello scorso articolo sul tema “dove partorire“, vi ho proposto un’attività per farvi entrare nel tema.

Che fare dunque con questa immagine a parole del vostro luogo della nascita ideale?

 

Farlo diventare realtà!

Parto dandovi qualche informazione di base, ma per nulla scontata.

  • Nel territorio italiano, ogni coppia può decidere liberamente dove andare a partorire. Non ci sono restrizione geografiche.
  • Il fattore distanza casa-ospedale è, a mio avviso, l’ultimo da tenere in considerazione. Se non altro, non vi consiglio sia l’unico!

 

Vi faccio un esempio:

Se vi rompete un ginocchio, sarete disposti, nonostante il disagio, a sentire più chirurghi, a farvi spiegare la tecnica utilizzata, valutare la struttura.
In un concetto, sarete disposti anche a fare km, tanti o pochi che siano, per essere proprio in quella struttura lì, operati da quel chirurgo lì.

Ecco, allora lo stesso ragionamento, va utilizzato anche per l’evento nascita.

 

Scegliete, ricercate il luogo giusto per voi, visitate più ospedali!

 

  • Ebbene si, gli ospedali organizzano delle giornate/mattinate di porte aperte durante le quali il personale vi presenterà la struttura, vi mostrerà i reparti, vi spiegherà le procedure assistenziali disponibili (per esempio, se viene o meno offerta la peridurale, se viene o meno offerto il taglio tardivo del cordone).

Durante queste occasioni, fate domande!

Indagate!

 

Domandate e ricercate esattamente quello che avete dipinto con le parole con l’esercizio che vi propongo in questo articolo.

 

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, vi viene in aiuto con un documento del 1985 ma ancora attualissimo.

E’ un elenco di raccomandazioni che ogni punto nascita dovrebbe seguire per definirsi un BUON punto nascita

Sono specificate anche delle percentuali oltre i quali, per l’OMS, si sta praticando un abuso di quella specifica procedura.

 

Un esempio: il tasso di taglio cesareo (vedi punto 4) non deve superare la soglia del 10-15%.

In Italia, il tasso medio nazionale è del 34%(dati 2014).

 

Troppi tagli cesarei

Per l’OMS, nel nostro paese c’è un eccessivo utilizzo di tale procedura.

Significa che non rispettiamo le linee guida nazionali e internazionali.

Le donne e i bambini hanno un alto rischio di subire un eccesso di medicalizzazione, non supportato dalle linee guida.

Indagare quindi nel singolo ospedale quali sono le percentuali vi può dare un’idea dell’utilizzo appropriato o inappropriato di procedure mediche.
Di seguito l’elenco dei 15 punti.

  1. Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta – familiare o non – e poter ricevere visite nel
    periodo post-natale.
  2. A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venir garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura.
  3. L’induzione al travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche e in nessuna regione geografica si dovrebbe avere un tasso superiore al
    10%.
  4. Non c’è nessuna giustificazione in nessuna regione geografica per avere più del 10 – 15% di cesarei.
  5. Non c’è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva: parti vaginali, dopo un cesareo, dovrebbero venir incoraggiati.
  6. Non c’è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto.
  7. La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e su richiesta, si raccomanda solo in uno stato avanzato del
    travaglio.
  8. Durante il travaglio si dovrebbero evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici.
  9. Il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolari selezionare e nel travaglio indotto.
  10. Si raccomanda di non mettere la donna nella posizione supina durante il travaglio e il parto: si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio e a
    scegliere liberamente la posizione per lei più adatta al parto.
  11. L’uso sistematico dell’episiotomia non è giustificato.
  12. Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettano: nessun processo di osservazione della salute del neonato
    giustifica la separazione dalla madre.
  13. Si deve promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento persino prima che sia lasciata la sala parto.
  14. L’allattamento costituisce l’alimentazione normale e ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili.
  15. In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’allattamento al seno, poiché attraverso un’educazione e un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno. Si devono incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e a offrirgli il seno ogni volta che il bambino lo richiede. E si raccomanda di prolungare il più possibile l’allattamento al seno e di evitare il complemento di aggiunte. Una madre in buona salute non ha bisogno di alcun complemento fino a 4-6* mesi di vita del bambino.

*Oggi si parla di almeno 6 mesi

 

Sono elencanti nomi specifici di procedure assistenziali, vi consiglio di informarvi su cosa siano, quando è giusto eseguirle, quando sono sconsigliate.

Tutto questo non per sostituirvi al personale sanitario, ma perchè è un vostro diritto sapere.

 

Riferimenti bibliografici:

  • OMS, 1985, “Tecnologie appropriate alla nascita”
  • Per il tasso nazionale di taglio cesareo
  • http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2870
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